Lo scorso 30 settembre è uscito on-line il nuovo libro della scrittrice Irene Catocci. Il titolo, “Schegge di Vetro” (Words Edizioni), mi ha incuriosita subito: sentivo che non sarebbe stato il classico romanzo rosa che sono abituata a leggere da un paio d’anni a questa parte. Avevo ragione. Anche per questo ho deciso di conoscere Irene; per capire come nasce un romanzo come questo.

Schegge di Vetro: il libro

Più che una storia d’amore è la storia di una figlia che finalmente incontra la madre solo dopo che sta per perderla per sempre. Le vite di Livia, la madre, ed Anita, la figlia, si intrecciano pagina dopo pagina fino ad arrivare ad un momento di climax in cui l’una ferisce l’altra e poi mano mano si ritrovano nelle mura della casa al mare.

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La cover Reveal di Schegge di vetro

Un romanzo per alcuni aspetti epistolare, come non ne leggevo da diverso tempo. C’è fluidità nella scrittura di Irene, tanto che la storia scorre bene anche nei momenti più impegnati, in cui si scoprono le verità sulla vita delle due protagoniste.

Livia amava Enea, ma forse non avrebbe dovuto. Sposa Paolo e nonostante sia stato un buon padre per Anita, forse avrebbe potuto evitare di avere un matrimonio infelice. Purtroppo, come sempre, solo il tempo scopre e cura al tempo stesso le ferite.

Anita è l’anello di congiunzione. E’ l’eroina, la narratrice della storia, che leggendo le pagine scritte dalla madre scopre la vera se stessa ed impara a vivere.

Schegge di Vetro: Irene e Anita

La prima domanda che ho fatto ad Irene è stata: Livia e Anita si somigliano? “Anita e Livia non si somigliano molto a dire la verità – mi dice la scrittrice. Livia, anche se può sembrare il contrario, ha molta più forza di volontà. Se pensiamo all’insieme della sua vita ci rendiamo conto della forza che ha dovuto tirare fuori nel corso della storia. Anita si lascia sopraffare dalla vita: è un personaggio sicuramente più fragile quando si parla di sentimenti. Chissà, forse sarebbero potute diventare amiche, non lo so se avessero vissuto nella stessa epoca. Però è bello pensarlo.”

schegge di vetro i protagonisti
I protagonisti di Schegge di Vetro di Irene Catocci sono 4: Livia e Enea, Anita e Nico

Una madre e una figlia così diverse. Forse proprio perché la vita dell’una ha influenzato l’altra e l’ha segnata in maniera evidente. La storia infatti mette in luce anche questo: un rapporto madre-figlia poco ortodosso, un distacco non caratteriale o per mancanza d’amore, ma piuttosto un distacco voluto, dalla figlia perché sente di non avere nulla in comune con la madre, ma anche dalla madre che quando guarda la figlia non vede altro che il suo amore perduto.

Schegge di Vetro: come nasce la storia

La storia è nata col tempo, la trama è sbocciata da semplici idee. Non so dire quale sia stato l’input iniziale, forse non c’è stato e mi sono ritrovata a scrivere questa storia un tassello alla volta per poi rimettere insieme i pezzi.”

Come nasce invece l’idea di usare le lettere, la scrittura che viene dal passato, per narrare i fatti? “L’idea dei diari mi è venuta all’improvviso come un lampo, cercavo un modo diretto per far vivere Livia attraverso le pagine e quello mi è sembrato l’espediente migliore.”

Le due storie d’amore

Livia ed Enea, Anita e Nico. Due storie d’amore vissute diversamente in tempi completamente diversi. C’è un associazione tra le due vicende? “Sicuramente vivere all’interno di una friend zone ha bloccato l’iniziale attrazione tra Anita e Nico. Blocco che per certi versi è presente anche nella storia della madre con Enea. Dal momento che si sono dichiarati però Anita e Nico hanno abbattuto tutti gli ostacoli, cosa che invece per Livia e il suo amato non è stato possibile.”

Un’associazione forzata, che forse io ho sentito nel leggere il libro perché mi sono immersa molto nella storia. Anzi, ero convinta che Anita sarebbe rimasta delusa da Nico, che all’inizio è premuroso, ma schivo, il che non me lo ha reso nemmeno molto simpatico. Stessa cosa per Enea, all’inizio sembrava non amare davvero Livia, sembrava voler avere il controllo sulla sua vita senza darle nulla in cambio. Ovviamente man mano che ho approfondito la lettura ho dovuto ricredermi. Altro motivo per cui leggere il libro di Irene.

La morale sull’amore

La morale sull’amore che si evince da libro, ovvero che la verità e la sincerità sono le armi per combattere contro gli impedimenti dell’amore sarà anche la stessa che ha voluto rimandare ai suoi lettori?

“L’ho sempre detto e sempre lo dirò: l’amore è amore, se è un sentimento puro e senza macchia non esiste il peccato.”

Per capire cosa intende Irene, credo che dobbiate leggere il suo libro. Io credo che abbia ragione e credo che il suo libro sia un ottima lettura per mettersi a contatto con una realtà familiare un pò diversa da quella che siamo abituati a leggere, ascoltare o vedere di solito. Insomma, un ottimo spunto di riflessione.