C’è voluto più di un anno. Il mio ultimo contenuto qui sul Blog risale al 16 aprile 2025. A pensarci bene, fa quasi strano tornare a scrivere qui sul mio sito, che è rimasto sempre qui anche se per molto tempo non l’ho curato come avrei dovuto. Nessun nuovo articolo – appunto – pochissimi aggiornamenti e nessuna vera strategia di contenuti. Perché? Perché sono stata particolarmente impegnata a gestire tutto il resto, e per fortuna il sito ha continuato ad esistere e a essere indicizzato e a ricevere visite (seppur non come agli inizi della sua pubblicazione).
Ma facciamo un passo indietro.
Non è soltanto il lavoro che mi ha tenuta lontana dal mio sito. Ho avuto anche il mio secondo bambino e la gravidanza mi ha rallentato parecchio. Ho dovuto fare delle scelte e queste scelte si sono riversate principalmente sul mio lavoro e su tutto il lavoro che avevo svolto fino al momento in cui ho scoperto di essere incinta.
Perché ho smesso di scrivere?
Torniamo al 2023, quando decido di dare nuova vita al mio sito. Fino a quel momento era stato solo ed esclusivamente uno spazio in cui raccontarmi. In quell’anno il mio spazio web è diventato anche la mia vetrina e questo Blog mi ha permesso di portare avanti la mia presenza online con un’idea molto chiara, quella di parlare del mio lavoro e condividere quello che imparavo mano mano che acquisivo esperienza come FREELANCE nel mondo del copywriting.
L’obiettivo era quello di costruire nel tempo una presenza che potesse aiutarmi professionalmente e potesse aiutare chi leggeva i miei contenuti a capire l’importanza di avere a fianco a sé una figura professionale come la mia. Per un periodo ci sono riuscita, tanto che nel primo anno il Blog mi ha aiutato a trovare nuovi clienti e ha aumentare l’Engagement a tutto il sito.
Ho scritto articoli, aggiornato pagine, lavorato sui contenuti e cercato di mantenere vivo il sito. Questo mi ha aiutata ad accrescere anche il mio lavoro. Poi però il tempo ha iniziato a non bastare più. Come libera professionista mi sono dovuta dedicare ai progetti dei clienti che avevano inevitabilmente la priorità. Scadenze da rispettare, email a cui rispondere, lavori da consegnare per mantenere il mio livello di professionalità sempre molto alto.

Perché ho smesso di scrivere durante la gravidanza
Insomma, il Blog, per quanto importante, ha iniziato a essere qualcosa di utile ma che non pagava le mie bollette nell’immediato. Alla fine è finito in fondo alla lista delle cose da fare (insieme alla newsletter, ma questa è un’altra storia). Poi a gennaio 2026 è arrivata questa gravidanza e insieme a lei tutto quello che comporta affrontare un periodo molto intenso mentre si continua a lavorare come liberi professionisti.
Maternità e freelance: una combinazione tutt’altro che semplice (soprattutto per il sito)
Di questa parentesi di cui parliamo ora sul web trovate poco e ve lo dico perché mi sono un po’ documentata. Essere liberi professionisti viene spesso raccontato come sinonimo di libertà. In parte sicuramente lo è. Puoi organizzare il tuo lavoro, sceglierti i clienti, decidere quando lavorare e costruire la sua attività secondo le tue esigenze.
C’è però anche l’altra faccia della medaglia. Quella di cui si parla molto meno. Quando sei una FREELANCE, soprattutto se lavori da sola, non c’è nessuno che possa semplicemente prendere il tuo posto. Se tu rallenti, il tuo lavoro rallenta. Se non puoi lavorare, devi comunque gestire i clienti, le consegne e le responsabilità. Se vuoi fermarti completamente, devi prima capire come farlo senza mettere in difficoltà la tua attività e tutto il lavoro svolto sino a quel momento.
Ecco, ora pensate di essere un libero professionista Donna e di aspettare un bambino.
Il tuo corpo cambia, le energie cambiano. Le priorità cambiano. E qui arriviamo alle scelte che ho dovuto fare. Ho dovuto continuare a lavorare per portare avanti la mia attività perché era indispensabile per me. Un bisogno economico, ma anche un’esigenza psicofisica. Indovinate però che cosa ho dovuto tralasciare, ancora una volta? Il mio sito e il mio Blog.
Ho semplicemente capito che non potevo fare tutto, anche se consideravo questi due strumenti particolarmente importanti. Il tempo e l’energie però sono quelle che sono e ho dovuto ridimensionarmi (di nuovo).
Il problema di essere freelance quando arriva un bambino
Il mio bambino adesso ha un mese e mezzo – e ne ho comunque un altro di cinque anni. La maternità l’ho sempre vista come un momento in cui poter lavorare su me stessa. Un momento in cui poter passare del tempo con queste nuove persone che faranno per sempre parte della mia vita. Anche il lavoro però per me è sempre stato molto importante e sto cercando di capire come recuperare il lavoro che ho lasciato indietro.
Perché si, purtroppo, i liberi professionisti non hanno una vera e propria maternità. Non possono prendersi semplicemente del tempo, non possono fermarsi. Le cose per una mamma FREELANCE sono un tantino più complicate. La mia situazione nello specifico è la seguente: non ho un team che continua a lavorare al posto mio mentre io sono a casa. Devo curare i rapporti con i miei clienti per non perderli. Non esiste una vera struttura che mi permette di staccare completamente perché il sostegno da parte dello Stato è esiguo. Puoi andare in maternità, poi ottenere un rimborso una tantum, e poi – anzi devi – continuare a fatturare.

Eccomi con il mio bimbo nato a settembre 2026.
Attenzione, non voglio trasformare questo articolo in un discorso politico o in una lamentela, ma credo sia importante dirlo: lavorare FREELANCE non significa essere immuni dalle difficoltà della maternità. Anzi, in alcuni casi vuol dire trovare da sole il modo di conciliare due mondi che hanno entrambi bisogno di tempo ed energie. Ma cosa succede quando le energie diminuiscono e devi inevitabilmente aspettare?
E ora: Cosa è successo al sito mentre io non c’ero?
Chiusa la parentesi maternità, vediamo ora che cosa è successo al mio sito mentre io non l’ho curato, mentre io non c’ero. Questa è la parte che mi interessa maggiormente scoprire insieme a voi. Un conto è dire semplicemente ho abbandonato il sito per più di un anno e un altro è vedere concretamente che cosa è successo ai numeri.
Punto primo: ho notato una diminuzione delle visite del 5,5%. Il traffico quindi è calato, come era prevedibile, ma non in maniera così drammatica come avrei potuto immaginare. Indovinate però qual è la parte che ne ha risentito maggiormente? Il Blog, ovviamente. Su quella pagina ho riscontrato un calo delle visualizzazioni del 10,8%.
Anche questo dato possiamo dire che sia abbastanza logico.
Perché anche in passato in altri miei contenuti ho ribadito quanto sia importante pubblicare costantemente e aggiornare i vecchi articoli. Una strategia che permette di aumentare le visualizzazioni ed intercettare nuove ricerche. Avendo interrotto le pubblicazioni e non avendo modificato i vecchi contenuti è chiaro che le visualizzazioni e l’Engagement siano calati drasticamente.
Il concetto è che il Blog è la sezione di un sito che ha bisogno di maggiore continuità perché ogni nuovo articolo è una nuova porta attraverso cui una persona può arrivare al tuo sito. Se smetti di aprire nuove porte prima o poi gli ingressi diminuiscono.
Non tutte le pagine, però, hanno avuto lo stesso destino
Andando ancora più nel dettaglio dei dati, c’è una cosa che mi ha colpita. Le altre pagine del sito sono state praticamente abbandonate dagli utenti durante il mio periodo di assenza. L’unica pagina che ha mantenuto un Engagement Rate praticamente al 100% è stata la home. Questo dato mi ha fatto riflettere.
La home è spesso il punto di riferimento principale di un sito, quella pagina che racconta chi sei, cosa fai e dove trovare le informazioni più importanti sulla tua attività. È la pagina che costruisci per prima e poi per certi aspetti non aggiorni quasi mai. Come è possibile dunque che non lavorando attivamente sul sito quella pagina abbia continuato a fare il suo lavoro al 100%?
La risposta l’ho trovata in Google my business. Sì perché è stata quella pagina a mandare le persone sul mio sito. Visitavano la home e poi abbandonavano la navigazione. I click provenienti da questa finestra hanno registrato un aumento del 3%. Interessante, no?
Questo è stato forse uno degli aspetti che maggiormente mi ha fatto capire ancora una volta di più quanto sia importante avere una presenza online che non dipenda esclusivamente dai social network. Tramite il motore di ricerca e il mio dominio personale, nonostante io non stessi pubblicando e non stessi effettuando un’attività costante sul mio sito se qualcuno continuava a cercare un professionista come me poteva trovarmi.
Il mio sito era lì e il mio profilo Google era ancora lì. Le informazioni sulla mia attività erano ancora lì e tutto questo continua a generare una certa quantità di traffico e interazioni.
Ovviamente, come ho spesso ribadito, non sto dicendo che basti creare un sito e poi dimenticarsene. I dati ci dimostrano esattamente il contrario. Quello che voglio dire è che è comunque importante averlo per mantenere un’ottima presenza online per non perdere tutto il lavoro che si fa nel tempo. Il sito è il tuo storico, la tua rassegna stampa. Racconta chi sei stato e può essere recuperato per raccontare in chi ti stai trasformando.
Un sito non smette di lavorare solo perché tu ti fermi
Insomma, quello che ricaviamo da tutta questa mia esperienza personale è che un sito non smette mai di lavorare anche se tu ti fermi. Un sito aggiornato e alimentato con contenuti nuovi sicuramente ha più possibilità di crescere. C’è però anche un’altra prospettiva. Il sito web è un investimento che può continuare ad avere un valore anche nei periodi in cui non riesci a seguirlo come vorresti.
Inoltre, potrai comunque cambiarlo e utilizzarlo nel tempo come preferisci se la tua attività dovesse mutare nel tempo. Trasformazione che ho deciso di attuare io stessa. Come dicevo appunto con la seconda maternità ho dovuto fare una riflessione anche sul mio lavoro. Non solo, in questi ultimi cinque anni sono cambiate tantissime cose e il lavoro del copy non paga più come una volta a causa dell’intelligenza artificiale (ma questa è un’altra storia).
Prossimamente cambierò alcuni dei miei servizi, ma continuerò ad utilizzare questo spazio. Questo spazio è mio e rappresenta la mia casa digitale, per costruirlo ci ho messo del tempo e non voglio abbandonarlo. Tornerò quindi ad essere presente, molto più spesso ed effettuerò dei piccoli cambiamenti, sperando che il 2027 mi regali nuove sorprese lavorative.




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